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Parrocchia San Niccolò in Agliana

uno strumento di condivisione per la nostra Comunità

Liturgia della Domenica

Amare, l'unico comandamento

agg. ven. 13 marzo

    IV DOMENICA DI QUARESIMA  (ANNO b)

Prima Lettura

Seconda Lettura

Vangelo

 

commenti alle letture

Traccia della messa domenicale, a cura del prof. Alberto Coletto (Elledici)

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liturgia della Parola  

Prima Lettura

2Cr 36,14-16.19-23   Con l’esilio e la liberazione del popolo si manifesta l’ira e la misericordia del Signore.

Dal secondo libro delle Cronache

In quei giorni, tutti i capi di Giuda, i sacerdoti e il popolo moltiplicarono le loro infedeltà, imitando in tutto gli abomini degli altri popoli, e contaminarono il tempio, che il Signore si era consacrato a Gerusalemme.
Il Signore, Dio dei loro padri, mandò premurosamente e incessantemente i suoi messaggeri ad ammonirli, perché aveva compassione del suo popolo e della sua dimora. Ma essi si beffarono dei messaggeri di Dio, disprezzarono le sue parole e schernirono i suoi profeti al punto che l’ira del Signore contro il suo popolo raggiunse il culmine, senza più rimedio. Quindi [i suoi nemici] incendiarono il tempio del Signore, demolirono le mura di Gerusalemme e diedero alle fiamme tutti i suoi palazzi e distrussero tutti i suoi oggetti preziosi.
Il re [dei Caldèi] deportò a Babilonia gli scampati alla spada, che divennero schiavi suoi e dei suoi figli fino all’avvento del regno persiano, attuandosi così la parola del Signore per bocca di Geremìa: «Finché la terra non abbia scontato i suoi sabati, essa riposerà per tutto il tempo della desolazione fino al compiersi di settanta anni».
Nell’anno primo di Ciro, re di Persia, perché si adempisse la parola del Signore pronunciata per bocca di Geremìa, il Signore suscitò lo spirito di Ciro, re di Persia, che fece proclamare per tutto il suo regno, anche per iscritto: «Così dice Ciro, re di Persia: “Il Signore, Dio del cielo, mi ha concesso tutti i regni della terra. Egli mi ha incaricato di costruirgli un tempio a Gerusalemme, che è in Giuda. Chiunque di voi appartiene al suo popolo, il Signore, suo Dio, sia con lui e salga!”».

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Seconda Lettura

Ef 2,4-10     Morti per le colpe, siamo stati salvati per grazia.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Fratelli, Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo: per grazia siete salvati.
Con lui ci ha anche risuscitato e ci ha fatto sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù.
Per grazia infatti siete salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene. Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone, che Dio ha preparato perché in esse camminassimo.

 

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Vangelo

Gv 3,14-21   Dio ha mandato il Figlio perché il mondo si salvi per mezzo di lui.

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo:
«Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».

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 Riferimenti consigliati per una liturgia competa ed approfondita:

 

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Non potete servire Dio e mamonàs... (Mt 6,24-34)   

Matteo mostra come Gesù ritorni con insistenza sul rapporto filiale che esiste fra noi e Dio. La parola che serve da filo conduttore è l’invito ripetuto tre volte: «Non affannatevi». Il verbo ricorre 6 volte, anzi 7-1, per indicare la non-perfezione. I problemi elencati sono quelli di tutti i giorni, problemi forse banali, ma capaci di riempire tutta una vita: il cibo, il vestito, il domani.
L’invito di Gesù non vuole portare a una spensieratezza imprevidente, né intende elogiare chi prende la vita a caso, senza progetto e senza méta. Gesù non ci chiede di vivere da mediocri e leggeri. Non nega che la vita quotidiana abbia i suoi problemi, ma è forte il suo invito ad affrontare ogni realtà senza affanno, o meglio:lasciando fare a Dio, che a tutti e a tutto pensa con la sua Provvidenza. 
Ciò che è negativo è dunque la preoccupazione, perché è l’atteggiamento di chi si crede solo a provvedere a tutto e pensa di aver nelle proprie mani il potere di risolvere ogni situazione. Il verbo greco indica la “sospensione”. L’uomo che si crede onnipotente vive affannato, perché vuole e spesso non può; pretende e tante volte non riesce; ha progetti propri senza la capacità di realizzarli. 
«Di tutte queste cose si preoccupano i pagani». Ancora una volta ritorna nel Discorso della Montagna il confronto fra i cristiani e i «pagani»: noi oggi diremmo «quelli che non vanno in chiesa» o «quelli che non credono in Dio». Tale preoccupazione, dunque, è una questione di fede, anzi è una questione di poca fede. Ecco perché ancora una volta incontriamo nel Discorso della Montagna il richiamo al Padre nostro che è nei cieli e inevitabilmente alla nostra condizione di figli. Tre volte s’insiste su tale idea in contrapposizione all’affanno umano: il Padre nutre gli uccelli del cielo, Dio veste l’erba del campo, il Padre sa di che cosa abbiamo bisogno. Di fronte a tale cura paterna (e materna, come suggerisce Isaia) chi crede in Dio lascia a lui ogni preoccupazione per il domani e in questo rivela la sua differenza dai «pagani». 

Alla luce di tutto il discorso si capisce allora perché Matteo ha introdotto questo brano con il detto parabolico dei due padroni che non possono essere serviti entrambi. Subito viene chiarito che i due padroni sono Dio e «mamonàs». Il secondo termine è un’espressione tecnica aramaica che Matteo non ha voluto tradurre: si tratta infatti di una parola intraducibile che deriva dalla stessa radice verbale di «amen» e indica l’approvazione di fede e il riconoscimento di una stabile garanzia. «Mamonàs» dunque significa ciò che conta nella vita, ciò di cui ci si può fidare, il fondamento sicuro su cui basarsi per costruire il proprio domani. Insensibilmente il termine è venuto a coincidere con il concetto di «patrimonio economico», perché è comunemente considerato la fondamentale garanzia di sicurezza; ma propriamente
mamonàs non significa denaro, ma ogni cosa che dà fiducia.
In un clima di spensieratezza, noi cristiani possiamo domandarci: che cosa dà sicurezza alla nostra vita? Dio o qualcos’altro? Se è qualcos’altro siamo davvero gente di poca fede ed è naturale che ci affanniamo e ci preoccupiamo invano. 
Abbandonarsi “attivamente passivi” nelle mani di Dio è l’atto più intelligente che possiamo realizzare. Con quest’abandono fiducioso diventiamo poveri in S/spirito, siamo davvero beati, anche se il nostro viaggio prosegue in “questa valle di lacrime”.
  

Buona domenica, amiche e amici in Xsto. Pace P. Ernesto della Loggia (Abbadia di Pulsano)

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Incontro in Parrocchia con la Comunità pistoiese di Nuovi Orizzonti

Il giorno 21 p.v. alle 21 in punto incontro in Parrocchia con la Comunità pistoiese di Nuovi Orizzonti.

Promosso dal Gruppo Famiglie e dei Giovani è ovviamente APERTA a tutti, non solo tutti i parrocchiani, ma TUTTI TUTTI.

La presentazione di Nuovi Orizzonti nella sua nascita dai primi passi di Chiara Amirante, la fondatrice, poi seguita dalle testimonianze di ragazzi che non faranno un trattato di filologia romanza o di politichese...METTERANNO A NUDO FERITE LACERANTI della loro vita trascorsa e che lascia nel loro quotidiano cicatrici terribili. Ma grazie a questo ci diranno cosa è nella realtà il ritrovare se stessi attraverso la riscoperta dell'Amore di Dio e del-per il prossimo.

Non dovete mancare e se mancherete fate venire chi può,

un fraterno saluto 

Roberto Ferraro

Rec.telef.
347 6706393
0574 067930

 

Logo Nuovi Orizzonti
 

 

 

www.nuoviorizzonti.org

Incontro in Parrocchia con la Comunità pistoiese di Nuovi Orizzonti

21/05/2013 21:00
Europe/Rome

Il giorno 21 p.v. alle 21 in punto iincontro in Parrocchia con la Comunità pistoiese di Nuovi Orizzonti. Promossa dal Gruppo Famiglie e dei Giovani è ovviamente APERTA a tutti, non solo tutti i parrocchiani, ma TUTTI TUTTI. La presentazione di N. O.

Gruppo Famiglia

 

Gruppi di ascolto della Parola

“ … per una comunità cristiana che vive,
si esprime e si educa
alla luce della Parola di Dio …

mons. Mansueto Bianchi

Vescovo di Pistoia

 

 

 

Gruppi di Ascolto

della Parola di Dio 

 

primo incontro:

giovedì 2 dicembre

 

contattare:

  • Lella

    via Magni, 99

    0574 673045

"Rinnovamento nello Spirito Santo"

Ringrazio per questo spazio che mi avete concesso,desidero far presente a questa comunità che il gruppo del "Rinnovamento nello Spirito Santo" di cui faccio parte ha compiuto 20 anni!

La sua presenza in Parrocchia è stata costante e fedele, anche se molto riservata per ovvii motivi. Colgo l'occasione per ringraziare di cuore Don Rodolfo, che ci ha concesso l'uso della cappellina per l'incontro di preghiera settimanale, auspico una maggiore collaborazione nel futuro,tutto a gloria di Dio e per la comune edificazione.

Fernanda Rapisardi

Ciclo di incontri sulla vita e il pensiero di Edith Stein, Simone Weil, Etty Hillesum.

Una testimonianza di luce in un tempo di tenebre

Edith Stein

          venerdì 12 novembre

Simone Weil

        venerdì 19 novembre

Etty Hillesum

        venerdì 26 novembre

Lo Spazio di via dell'Ospizio - n° 26, Pistoia ore 17.30

www.lospaziodiviadellospizio.sitiwebs.com/

 

Maddaleno, "Ha raggiunto il traguardo"

Riportiamo qui l'articolo pubblicato su "Il Tirreno", relativo all'improvvisa scomparsa di Angelo Maddaleno. Le parole di don Rodolfo ci danno una risposta cristiana di fronte ad un fatto "assurdo" se pensato nel nostro vivere quotidiano.

Pensieri

(Att.10)«Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui. E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti. (Att.10).

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